Tanti fattori possono concorrere a rovinare un’uscita o un viaggio in moto, da una semplice caduta a un guasto irreparabile al veicolo. Eppure l’ipotesi più probabile – e anche la più sottovalutata – è la semplice foratura di uno pneumatico. Vediamo come realizzare un kit di riparazione efficace ed economico.

di Davide Ciriello


Per rimediare a una foratura esistono in commercio diversi kit che permettono di risolvere la situazione in pochi minuti. Solitamente sono venduti in pratiche custodie con tutto l’occorrente per una veloce riparazione e il successivo gonfiaggio della gomma; i prezzi vanno da circa dieci euro fino a quasi quaranta per i marchi più blasonati. Sono certamente comodi ed è impensabile accingersi a un viaggio senza portarsene dietro uno. Tuttavia non sono esenti da difetti: prima che li scopriate a vostre spese, vediamo come realizzare un kit efficace arrivando anche a spendere meno.

Il primo difetto che si riscontra è l’eccessiva fragilità di alcuni componenti. Ad esempio il gonfiaggio dello pneumatico è spesso affidato ad adattatori in materiale plastico che tendono a rompersi con estrema facilità nel momento in cui si spara la CO2 a temperature sottozero per via della pressione. Di conseguenza si corre anche il rischio di disperdere gran parte del prezioso contenuto delle bombolette.

Un altro problema è dato dai ricambi. Una volta consumate le bombole di CO2, al momento del riacquisto si scopre che una confezione da due può costare anche nove euro; considerato che per gonfiare uno pneumatico da moto ne possono servire anche quattro, i conti sono presto fatti. Stesso discorso per le confezioni di mastice, che possono costare anche sei euro per tre striscette e un barattolino da cinque grammi.

Analizziamo allora cosa contengono di solito i kit in vendita:
– una custodia;
– un punteruolo con punta zigrinata per allargare il foro e renderlo quanto più uniforme possibile;
– un punteruolo con un foro sulla punta per infilare il mastice nello pneumatico;
– delle striscette di mastice (di solito tre) che andranno a chiudere il foro;
– un vasetto con pochi grammi di mastice liquido per fissare la striscia di mastice;
– due o tre bombolette di CO2 (appena sufficienti per una gomma);
– un adattatore per insufflare, tipicamente in materiale plastico;
– un taglierino per eliminare il mastice in eccesso;
– nei kit più completi si trova anche una piccola prolunga per agevolare l’operazione, generalmente con una valvola di apertura/chiusura.

Kit fai da te

Dovendo ripristinare gli elementi consumabili, per le bombolette di CO2 conviene rivolgersi a un punto vendita Decathlon dove con una decina di euro si porta a casa una confezione da dieci (quindi sufficienti indicativamente per tre forature). Per quanto riguarda i punteruoli e il mastice, invece, li si può trovare con facilità in quei negozi cinesi che vendono di tutto; per esperienza personale si possono trovare anche a due euro.

Il vero problema, però, è l’insufflatore: quelli contenuti nei kit sono in plastica e tendono a rompersi facilmente, causando la dispersione della CO2 delle bombolette. Viene in aiuto ancora Decathlon, che distribuisce tramite il suo marchio B’Twin un insufflatore metallico interamente in acciaio, compatto e privo di valvola di apertura/chiusura – la fuoriuscita del gas si ottiene semplicemente premendo sulla valvola dello pneumatico. Costa poco più di dieci euro e viene venduto per le biciclette, ma va benissimo anche per le gomme delle moto; soprattutto si riescono finalmente a sfruttare fino in fondo le bombolette senza dispersioni.

In pratica, con la modica spesa di una ventina di euro si può creare un kit antiforatura migliore della maggior parte di quelli in commercio e si disporrà pure di una discreta scorta di bombolette di CO2. Finalmente riparare una gomma a terra non sarà più un problema, neanche per le tasche.