Una piccola realtà, ma dotata di grande esperienza, propone un itinerario ambito da molti motociclisti. Il Ladakh è come un sogno a occhi aperti, un’avventura unica, un’esperienza impagabile, un ricordo che difficilmente sbiadirà nel tempo e che vi ammalierà con il suo coinvolgente fascino.

di Marco Maglietta


Vedett Mototours è specializzata in itinerari europei, ma il suo agguerrito staff vanta una significativa e profonda esperienza di viaggio (e di vita) in Asia. Grazie a questo invidiabile background sono ora pronti a portarvi su strade che conoscono a menadito, in luoghi senza tempo e attraverso scenari fantastici. Franco Angeloni e Donato Nicoletti fanno la spola tra il vecchio continente, l’India e la Thailandia dove, per certi versi, hanno messo radici. Franco Angeloni e il partner thailandese Nicky PH sono i fondatori di Vedett Mototours. Profondi conoscitori del sud-est asiatico – tanto da trascorrervi buona parte del tempo – sono appassionati motociclisti che non perdono occasione per esplorare Thailandia, Laos, Cambogia, Malesia e Indonesia alla ricerca di nuove rotte e nuove emozioni.

Donato Nicoletti è segnato da trent’anni di viaggi in quattro continenti, sia per diletto sia per lavoro. Ha viaggiato in solitaria per quattordici mesi attraverso l’Asia, toccando luoghi come il Pamir, il Karakorum o l’Himalaya, per non parlare di Cina, Pakistan, Indonesia, Giappone, Mongolia e Siberia. Ha vissuto per oltre un anno con la sua moto sulle strade asiatiche, raccogliendo un vasto e profondo compendio di esperienze di vita, di informazioni, di idee.

Ora, dopo la maturazione come tour leader in Europa e negli Stati Uniti, mette le sue competenze di viaggiatore ed esperto di Asia al servizio di Vedett Mototours, con cui già collabora da tempo. Profondo conoscitore del Ladakh – ha già diverse spedizioni di gruppo all’attivo – è il promotore di quella che considera un’esperienza di vita, più che un viaggio in moto in compagnia. Un’esperienza, per chi ama la moto e l’avventura, da non mancare.

Verso il cielo, in tranquillità

Se esiste un paradiso per i motociclisti, questo non può essere che il Ladakh. Dove, se non qui, si possono incrociare scenari mozzafiato guidando una moto tra incantate e silenti strade di montagna, arrampicandosi sui più alti passi del pianeta, in una delle più remote e affascianti aree della Terra: il grande Himalaya. Il nome stesso suona come una sfida; in fondo lo è, ma non così ardua e inaffrontabile come molti motociclisti potrebbero pensare, anche i meno esperti.

Il trucco, se vogliamo dargli questo nome, per affrontarlo e “conquistarlo” è di cambiare approccio mentale, adottando un più idoneo ed efficace Shanti Way – in sanscrito Shanti significa tranquillo. Shanti è il giusto approccio per le strade himalayane, per le sue condizioni, per le sue particolarità, per le sue bellezze. Non serve andare veloce; quello di cui si ha bisogno è godersi la strada e ciò che la circonda. Fermarsi per una fotografia, visitare vecchi monasteri buddisti, valicare passi vertiginosi, vivere in armonia con il ritmo vitale ladakho. Serve solo una motocicletta affidabile (le classiche Royal Enfield), un comodo veicolo di supporto (per trasportare bagagli, ricambi e passeggeri in caso di necessità) e un accompagnatore esperto, che vi guiderà sulla strada verso il cielo.

Non serve andare veloce; quello di cui si ha bisogno è godersi la strada e ciò che la circonda

L’itinerario di Vedett Mototours parte e si conclude a Leh, centro amministrativo della regione nonché hub logistico del Ladakh. Prese in consegna le moto, si andrà alla scoperta della valle dell’Indo e dei suoi monasteri buddisti. Il viaggio comincia in direzione ovest, alla volta del magnifico monastero di Lamayuru, per poi rientrare a Leh toccando Kargil e la poco conosciuta zona di Batalik.

Per arrivare alla Valle di Nubra si scollinerà tramite il Khardung La, il primo dei passi oltre i cinquemila metri sul livello del mare previsti in questo viaggio. Sarà poi la volta del Pangong Tso, un lago condiviso con la confinante Cina.

A seguire verranno il Chang La e il Taglang La, altri due “cinquemila” da conquistare a cavallo delle Royal Enfield tra paesaggi indescrivibili e punteggiati di yak. Lo Tso Kar è un piccolo bacino lacustre ad alta salinità, incoronato da vette perennemente innevate. Lasciando questo lago, a 4.500 metri di altitudine, sarà la stretta e pittoresca valle dell’Indo ad accompagnarci al rientro a Leh.

Descrivere un luogo magico e unico come il Ladakh non è semplice, quantomeno a parole. Bisognerebbe immergersi nel suo intimo per comprendere appieno quello che rappresenta e quanto è capace di trasmettere a livello di emozioni e suggestioni. Questo è il viaggio della vita per ogni motociclista che si rispetti e chi sceglierà di affrontarlo avrà il privilegio di vivere un sogno.

Programma

“Ladakh, la strada verso il cielo”: 6-16 agosto 2017
Tappe: 7
Lunghezza percorso: 1.250 km
Passi da affrontare:
– Fotu La (4.107 m)
– Namika La (3.700 m)
– Hamboting La (4.070 m)
– Khardung La (5.359 m)
– Wari La (5.303 m)
– Chang La (5.360 m)
– Taglang La (5.328 m)

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